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ESTREMI METEO OGGI. RETE LMT

Una spettacolare fascia di temporali: è la squall line o linea di groppo

Schema di una tipica squall line o linea di groppo
Una spettacolare fascia di temporali: è la squall line o linea di groppo.

E' una ristretta fascia di temporali con un continuo e ben sviluppato gust front sul bordo principale della linea.

Esso, avanzando verso una particolare direzione, irrompe con potenti outflow e forma una piccola area di pressione relativamente più alta di quella circostante, del diametro di 20-50 km.

Quest’ultima solleva l'aria caldo-umida che trova nel suo percorso, formando nella zona di incontro tra le due masse d’aria diverse una linea di celle tutte attaccate fra loro (o al più vicine), che si muovono secondo la direzione dei venti prevalenti.

Nella figura a sinistra, che rappresenta lo schema di una tipica squall line (cortesia di Formentini, Gobbi, Griffa, Randi – Temporali e tornado – ed. Alpha Test, 2009) si notano le differenti aree di pressione. La prima è una piccola mesobassa (che anticipa l’arrivo della vera e propria linea).


La seconda e associata a pressione più alta (A, mesoalta) ed è situata subito dopo l’arrivo del primo gust front, denotando un’area di forti precipitazioni.

La terza (B, mesobassa) è nella parte posteriore della linea di groppo, la zona dove le precipitazioni sono oramai deboli e irrompono le correnti post-frontali.

Dal satellite, però, la squall appare come un unico ammasso di cumulonembi tutti in fila. È interessante notare che, durante il suo moto, l’aria calda tende a salire velocemente dalla zona anteriore del sistema a quella retrostante (cioè dalla mesoalta alla mesobassa): la condensazione dell’aria umida più calda fa sì che gli updraft siano inclinati verso il retro.

Quest’ultimo fenomeno implica una
corrente aerea che dalla media troposfera si muove obliquamente verso il basso fino a raggiungere il suolo, conosciuta come Rear Inflow Jet (RIJ): essa sarà tanto più intensa quanto più è rilevante la differenza termica tra aria fredda al suolo e aria calda in forte ascesa.

Nella seconda figura, che invece rappresenta lo schema di un Rear Inflow Jet (cortesia di Formentini, Gobbi, Griffa, Randi – Temporali e tornado – ed. Alpha Test, 2009) si nota come il RIJ impatti sulla regione retrostante l’updraft e scenda giù velocemente, provocando un downdraft.

Ciò accade sia perché l’aria in discesa si raffredda sia perché l’updraft è generalmente molto più forte del RIJ. Alla fine della struttura rimangono le correnti di outflow, generalmente molto più fresche e secche rispetto all’aria antecedente il sistema.

La linea di groppo è sempre seguita da un repentino aumento della pressione, visibilità in aumento e consistente calo termico (tipiche condizioni postfrontali fredde).

Schema di un Rear Inflow Jet

Dal punto di vista termodinamico, il range delle condizioni di sviluppo di una possibile squall line sono Convective Available Potential Energy (CAPE) di 1500-3000 J/Kg e Lifted Index (LI) tra -2 e -8°C.

La squall line è un fenomeno meteorologico tipico delle Grandi Pianure Americane, dove sono presenti enormi contrasti termoigrometrici , nonché quota (in mslm) costante, che permettono lo sviluppo di lunghissime sequenze di temporali.

In realtà, la linea di groppo si può formare anche in Pianura Padana, con una maggiore frequenza nel semestre caldo (in particolare tra aprile e maggio).

A tal proposito ho allegato un mio scatto del 2 maggio 2013, che denota una bellissima squall line proprio sulla mia testa: si notano le numerose incudini tutte in fila.

Questo grosso sistema multicellulare comprendeva un’area che andava dalla zona Laghi al basso Pavese...

 

Squall line fotografata il 2 Maggio 2013


Davide Santini

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