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Pressione al suolo e geopotenziale 500hPa previsto dal modello giapponese JMA.
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Il Lago d'Averno: lago craterico della Campania

Il Lago d'Averno: lago craterico della Campania

Il Lago D'Averno, comune di PozzuoliE' situato nei Campi Flegrei in prossimità del Golfo di Pozzuoli, con il quale fu collegato in età romana da un canale divenendo un sicuro porto militare (Portus Julius).

Chiuso tra ripidi versanti boscosi, ha una superficie di 0,55 km2 e una profondità massima di 34 m.

Per il suo lugubre aspetto e le emanazioni solforose della zona, era considerato dagli antichi l'ingresso agli inferi (Lacus Avernus).

I Campi Flegrei sono una regione di bassi rilievi vulcanici che si estende dal fiume Sebeto verso ovest finoa Cuma e a capo Miseno: evidente prosecuzione di questo distretto vulcanico sono le isole d'Ischia, Procida e Vivara.

La regione è caratterizzata da numerosi crateri vulcanici poco elevati (il rilievo più alto è il monte Camaldoli, 458 m), alcuni dei quali fortemente erosi dagli agenti esogeni e dall'azione del mare.


L'attività vulcanica, che ebbe inizio alla fine del Pliocene o all'inizio del Pleistocene, si manifestò anche in epoca storica con la formazione del Monte Nuovo, awenuta in appena 48 ore alla fine del settembre 1538.

Curiosità (da Wikipedia): il nome Avernus deriva dal greco άορνος ("senza uccelli"). Si narra che tale assenza fosse dovuta al fatto che le acque del lago esalassero dei particolari gas che non permettessero la vita agli uccelli.

Secondo la religione greca e poi romana, era un accesso all'Oltretomba, regno del dio Plutone. Per tal motivo gli inferi romani (l'Ade greco) si chiamano anche Averno.

Il lago di Averno giace all'interno di un cratere vulcanico spento, nato 4.000 anni fa. Infatti anche il poeta Virgilio nel sesto libro dell'Eneide colloca vicino a tale lago l'ingresso mistico agli Inferi, dove l'eroe Enea deve recarsi (scrupea, tuta lacu nigro nemorumque tenebris VI, 238).

Il lago d'Averno è il secondo per dimensione, dopo il Fusaro, dei laghi presenti nei Campi Flegrei.

Nel corso del XIX secolo è stato oggetto di studio in particolare per il fenomeno ottico della Fata Morgana.

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